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Obbiettivi Formativi del Kalari Yoga

 


Kalari Yoga CSEN

Il Kalari Yoga, o “Yoga del Guerriero”, è, come abbiamo accennato, una disciplina ispirata al Kalaripayattu, l’antica arte marziale indiana considerate la progenitrice del Wushu Kung Fu, del Karate, del Silat balinese e del Kali filippino.

Nella pratica del Kalari Yoga/lo Yoga del Guerriero si integrano gli āsana e le sequenze tradizionali della Ginnastica Yoga, con tecniche di bastone, elementi di acrobatica soft e movimento naturale, dando vita ad un efficacissimo sistema di preparazione fisica utilizzato tradizionalmente da danzatori, attori, e marzialisti allo scopo di sviluppare agilità, flessibilità, fluidità del movimento, coordinazione occhio-mano.

Le radici del Kalari Yoga sono da rintracciare nel Meipayattu, letteralmente “esercizi con il corpo”, l’allenamento di base dei danzatori e degli yogin guerrieri del Sud dell’India[1], basato su pratiche tese a sviluppare la flessibilità, la forza e l’agilità.

 

 

 

Obiettivi Formativi dello Yoga del Guerriero

 

-          Favorire lo sviluppo armonico corporeo e il rafforzamento muscolare e della salute in genere;

-          Migliorare la postura, l’equilibrio e la mobilità articolare;

-          Sviluppare l’abilità fisica, la coordinazione e le capacità motorie;

-          Aumentare la capacità di concentrazione;

-          Rendere la persona capace di esprimere eleganza, armonia, elasticità e leggerezza;

-          Utilizzare e sublimare la naturale aggressività nel gioco del combattimento ritualizzato.

 

 

 


 

Gli istruttori Elia Landolfi e Giulia Alberti durante il primo Stage di Formazione Kalari Yoga organizzato da CSEN Veneto. Foto di Giacomo Favaron.

 

 



[1] Quella degli yogin guerrieri è una tradizione che accompagna tutta la storia dell’India. Il creatore delle arti marziali del Sud dell’India considerato Agastya, il primo Mahāsiddha (“grande illuminato”) della storia dello Yoga. Vedi il nostro “Storia Segreta dello Yoga”, https://www.amazon.it/STORIA-SEGRETA-DELLO-YOGA-Devozione/dp/1697366651



Info

- kalariyogacsen@gmail.com 

- paoloproietti.rnk@gmail.com

- asdyogacitra@gmail.com

- Tel. +39 333 4145 141

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Kalari Yoga CSEN

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Breve Storia del Kalaripayattu

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Che cosa è il Kalari Yoga

  Cosa è il Kalari Yoga? [1] Di certo non è un nuovo stile da lanciare nel mercato della spiritualità, né, nonostante si riferisca nel nome e nelle forme all’antica arte marziale indiana del Kalaripayattu –uno sport da combattimento, ma si tratta per me dell’’ennesima tappa di un lungo percorso di ricerca sulle origini dello Yoga; un percorso intrapreso insieme a Laura Nalin e ai nostri collaboratori, alcuni decenni fa, quando, dopo aver notato alcune incongruenze nei testi e nelle tecniche che insegnavamo, abbiamo cominciato a mettere in dubbio l’esistenza di uno Yoga unico. L’insorgere di tale dubbio è un’esperienza comune a molti praticanti “anziani”: improvvisamente alcuni degli insegnamenti ritenuti “tradizionali” e al di sopra di ogni possibile discussione – come quello degli yama e dei niyama, i dieci principi etici di Patañjali – cominciano a stridere con ciò che si sperimenta e con ciò che si legge, nei testi classici dello Ha ṭ hayoga, come Gorak ṣ a Sa ṃ hitā, Ghera ṇḍ a Sa

Hathayoga ed Elementi di Ayurveda

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Combattimento Scenico

  Il Kalari Yoga, si ispira alla millenaria arte marziale del Kalaripayattu, ma, è bene ribadirlo, non è uno sport da combattimento. È una disciplina che ha come obiettivo principale la salute psicofisica attraverso, come direbbero gli yogi tibetani, l’integrazione di Corpo, Parola e Mente. Le sequenze di combattimento ritualizzato, oltre ad avere la funzione di sviluppare la concentrazione, la flessibilità, il rapporto con lo spazio e la coordinazione occhio mano, sono delle coreografie, in cui l’accento è posto sull’aspetto spettacolare. Nella mia esperienza, più che ventennale di coreografo di combattimenti per il cinema, teatro e televisione - durante la quale ho collaborato con artisti come Richard Buckingam Clark, Haruiko Yamanouchi e Wu hsing kuo, alla Scala di Milano, al Teatro dell’Opera di Roma e alla Brooklin Academy of Music di New York – ho avuto modo di verificare gli effetti positivi, sia fisici, sia psicologici, della pratica del Combattimento Scenico, una disciplina ch

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