Passa ai contenuti principali

Kalaripayattu - la Danza del Guerriero

  

KALARIPAYATTU

La Danza Del Guerriero

 

Formazione Istruttori Nazionali

Corso riconosciuto da CID, Conseil International de la Danse - UNESCO

 

Codice: CSEN-03955220

Discipline: BC004 DANZE COREOGRAFICHE Danze Etniche, Popolari e di Carattere: Tap Dance, Twist, Charleston, Belly Dance e danze tradizionali varie.

 

CERTIFICAZIONI

Ogni 150 ore di frequenza. il CID, (The United Nations of Dance), con sede nel palazzo dell’UNESCO, 1 rue Miollis, FR-75732 Paris, France, rilascerà un diploma valido internazionalmente. Sono previsti fino a dieci livelli - totale 1500 ore.

Dopo il primo biennio, dopo aver sostenuto un esame teorico-pratico, verranno rilasciati il tesserino tecnico CSEN e il diploma di istruttore Nazionale di primo livello.

Sono previsti anche diplomi di secondo e terzo livello.

 

REQUISITI

Per partecipare occorre aver una esperienza almeno biennale, certificata di una o più delle seguenti discipline:

-          Danza (Contemporanea, Classica, Orientale ecc.);

-          Arti marziali;

-          Yoga (Hatha, Ashtanga, Vinyasa)

-          Ginnastica artistica;

-          Ginnastica ritmica;

-          Teatro di strada e discipline circensi.

 

TIPOLOGIA

Il corso prevede sia lezioni settimanali, sia intensivi di sedici ore con cadenza trimestrale. Le attività avranno inizio a settembre di ogni anno e avranno termine a giugno.

 

RITIRI INTENSIVI

Per coloro che non possono partecipare alle lezioni settimanali c’è la possibilità di partecipare a ritiri intensivi per istruttori, che si terranno in primavera, estate ed autunno per un totale di 300 ore annuali.

 

DIDATTICA

Il percorso per il diploma di primo livello prevede:

-          Studio delle Forme tradizionali di Kalaripayattu (Kalari Vandanam e Vadivukal);

-          Elementi di danza contemporanea e Contact Improvisation;

-          Acrobatica soft;

-          Giocoleria e coreografia di combattimenti con i bastoni;

-          Sviluppo della coordinazione, del ritmo, della musicalità e della creatività;

-          Preparazione fisica (scioltezza articolare, forza e coordinazione);

-          Partecipazione ed eventuali spettacoli e dimostrazioni.

 

INFO:

+39 333 414 5141

asdyogacitra@gmail.com

yogacitra.org

 

 

 

 

 

RESPONSABILI DIDATTICI:

-          Dott.ssa Laura Gabriella Nalin, Maestra Esperta Formatrice CSEN, Yogacharini riconosciuta da International Yoga Federation, Yoga Alliance International, Union Européenne des Organizations de Yoga, Yoga Federation of Asia, National Yoga Association of India, , Formatrice di Yoga in Gravidanza, Laureata in Scienze Motorie, Preparatore Atletico CSEN/CONI.

-          Paolo Proietti, Coreografo e Maestro d’Armi in Teatro Cinema e Televisione; Maestro Esperto Formatore CSEN, Yogacharya riconosciuto da Yoga Alliance International,  International Yoga Federation (Yoga Alliance International), Union Européenne des Organisations de Yoga, Yoga Federation of Asia, National Yoga Association of India.

Movimento Naturale ed Acrobatica Soft


Nel programma di Movimento Naturale e Acrobatica soft sono inseriti esercizi di “Animal Walking”, ed una serie di elementi di pre-acrobatica basati sulle capovolte e sulle cadute del “combattimento scenico”, effettuati sia individualmente sia a coppia ovvero:
  1. Capovolta in avanti e indietro (rotolamento del corpo sul terreno sul piano sagittale a partire dalla postura eretta, dalla posizione raccolta o dalla verticale sulla testa o sulle spalle);
  2. Capovolte avanti e indietro consecutive;
  3. Capovolta in avanti tuffata (“salto della tigre”);
  4. Capovolta indietro alla verticale con spinta delle braccia;
  5. Caduta con rotolata in avanti (nel Karate e nel Judo mae mawari ukemi);
  6. Caduta con rotolata all’indietro (nel Karate e nel Judo ushiro ukemi);
  7. Caduta laterale (variante dello yoko ukemi del Karate e del Judo);
  8. Ruota, ruota saltata e varianti;
  9. Rondata.

Video: 

https://www.youtube.com/watch?v=c2H6TStbhVo


Kalari

Per ciò che riguarda il Kalari vero e proprio occorre specificare che possiamo individuare due diversi generi di kalari: il kalaripayattu vero e proprio, diviso in tre stili (Settentrionale, Centrale e Meridionale) che è un’arte marziale tipica dei guerrieri del Kerala, e le pratiche, note con lo stesso nome, utilizzate sia in India, sia in Europa sia negli USA, da attori e danzatori come allenamento quotidiano. Noi ci riferiamo a questo secondo tipo di kalari, e concentriamo l’insegnamento nelle otto posizioni degli animali (Ashta Vadivu) tipiche dello stile settentrionale; nel “saluto al Sole, al Cielo alla Terra e al Guru (kalari Vandanam) ed in una serie di combattimenti immaginari (simili nel concetto ai kata delle arti marziali giapponesi) in cui le posture degli animali, vengono eseguite insieme ad elementi di acrobatica e ad una serie di attacchi e difese.

Le Otto Posizione degli Animali

https://www.youtube.com/watch?v=yVr3ap7i6W4

Le posizioni che insegniamo nei corsi di Kalari Yoga CSEN sono le “Ashta Vadivu” – 8 posture – alle quali talvolta si aggiunge la posizione del Pavone (Mayura Vadivu), che possiamo considerare una variante della posizione del Pesce:
  1. Gaja Vadivu, posizione dell’Elefante; 
  2. Simha Vadivu, posizione del Leone; 
  3. Aswa Vadivu, posizione del cavallo;
  4. Varaha Vadivu, posizione del Cinghiale; 
  5. Marjara Vadivu, posizione del Gatto;
  6. Sarpa Vadivu, posizione del Serpente;
  7. Matsya Vadivu, posizione del Pesce;
  8. Kukuda Vadivu, posizione del Gallo.

Torna alla Home

Kalari Vandanam


N.B. Il Kalari Vandanam – saluto al Sole, al Cielo, alla Terra e al Guru – differisce da scuola a scuola e la sequenza dipende dal livello dei praticanti. Le immagini precedenti sono tratte da https://www.keralatourism.org/kalaripayattu/video-gallery/kalari-vandanam/1168.
Il Kalari Yoga, si ispira alla millenaria arte marziale del Kalaripayattu, ma, è bene ribadirlo, non è uno sport da combattimento. È una disciplina che ha come obiettivo principale la salute psicofisica attraverso, come direbbero gli yogi tibetani, l’integrazione di Corpo, Parola e Mente. Le sequenze di combattimento ritualizzato, oltre ad avere la funzione di sviluppare la concentrazione, la flessibilità, il rapporto con lo spazio e la coordinazione occhio mano, sono delle coreografie, in cui l’accento è posto sull’aspetto spettacolare.
Nella mia esperienza, più che ventennale di coreografo di combattimenti per il cinema, teatro e televisione - durante la quale ho collaborato con artisti come Richard Buckingam Clark, Haruiko Yamanouchi e Wu hsing kuo, alla Scala di Milano, al Teatro dell’Opera di Roma e alla Brooklin Academy of Music di New York – ho avuto modo di verificare gli effetti positivi, sia fisici, sia psicologici, della pratica del Combattimento Scenico, una disciplina che gode di sempre maggior successo anche al fuori dell’ambiente dello spettacolo.

Nell’immagine precedente le istruttrici Angelica Foroni e Giulia Alberti durante il primo Stage di Formazione Kalari Yoga organizzato da CSEN Veneto. Foto di Giacomo Favaron.

Agli allievi di Kalari Yoga, a seconda delle diverse capacità e della diversa preparazione atletica, verranno insegnate una serie di movimenti acrobatici, prese, proiezioni e cadute - che verranno poi inserite in coreografie di combattimenti - e i fondamentali della “scherma teatrale” che verranno poi applicati in simulazioni di duelli con il bastone corto (circa 75 cm.), il bastone medio (circa 120 cm.) o il bastone lungo (circa 150 cm.).
In linea di massima faremo riferimento allo schema di attacchi e difese messo a punto dai primi coreografi di combattimento teatrali del ‘900, e al lavoro di Pierre Vigny, un maestro d’arme francese che ideo un sistema di scherma con il bastone – “Canne de Combat” - che nel XX secolo, venne applicato al cosiddetto “bastone indiano”.
Pierre Vigny era un maestro d'armi francese (nato a Taninges, Alta Savoia nel 1866) attivo tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Si specializzò nel savate francese e nell'arte del combattimento con i bastoni nota come canne de combat. Nel 1898, fondò una scuola di armi e di autodifesa a Ginevra e poi si trasferì a Londra, dove divenne capo istruttore del Bartitsu Club gestito da Edward William Barton-Wright, il primo maestro ad unire le arti marziali indiane (era nato a Madras, Bangalore) giapponesi ed europee in un sistema per la salute psicofisica. In questo periodo, Vigny raggiunse una notevole fama grazie alle frequenti dimostrazioni pubbliche.
Canne de Combat; Fonte: https://www.mkgseattle.com/canne-de-combat-workshop-at-mkg-seattle/

Nel 1923 un ufficiale della polizia indiana, il sovrintendente HG Lang, giàdopo aver studiato con un allievo di Vigny, Percy Rolt, scrisse un manuale di scherma con il bastone, in cui il metodo di Vigny veniva applicato al bastone indiano[1]. Il libro uscì in un momento di grande tensione sociale, nel pieno del revival delle arti marziali indiane, e, verosimilmente, le tecniche di Vigny, sviluppate dalla polizia, divennero di dominio pubblico.

Tecniche del combattimento scenico con il bastone

N.B. quelle seguenti sono indicazioni per il “Combattimento scenico” e non possono essere considerate valide né per gli sport da combattimento, né per l’autodifesa.

Le tecniche di combattimento scenico con il bastone sostanzialmente non differiscono dalle tecniche tradizionali della spada. Le parate sono sei:
  1. Parata di “Prima” è la parata che compre il bersaglio interno basso. Per i destrorsi si tratta di portare il bastone da destra a sinistra per difendere il lato sinistro basso del corpo;
  2. Parata di “Seconda” è la parata che copre il bersaglio esterno basso. Per i destrorsi, il bastone va a difendere il lato destro basso;
  3. Parata di “Terza” è la parata che copre il bersaglio esterno alto. Per i destrorsi il bastone va a difendere il lato destro alto;
  4. Parata di “Quarta” è la parata che copre il bersaglio interno alto. Per i destrorsi il bastone va a difendere il lato sinistro alto;
  5. Parata di “Quinta” è la parata che copre la testa e la “figura interna”;
  6. Parata di “Sesta” è la parata che copre la testa e la “figura esterna”.
I colpi in attacco sono di tre tipi:
  1. Fendenti, colpi dall’alto al basso che possono essere sia interni (si oppone la parata di quinta), sia esterni (parata di sesta):
  2. Tagli e controtagli, colpi in orizzontale sia alti sia bassi, che possono essere, per un destrorso, da destra a sinistra, taglio, e da sinistra a destra, controtaglio. Al taglio alto si oppone la parata di quarta, al taglio basso la parata di prima; al controtaglio alto si oppone la parata di terza e al controtaglio basso la parata di seconda;
  3. Montanti, colpi dal basso in alto che possono essere sia interni (si oppone la parata di seconda) sia esterni (si oppone la parata di prima).
A queste tre categorie di colpi si aggiunge ciò che viene definito nella scherma “affondo”, sia alto (torace, testa) cui si oppongono le parete di terza o di quarta, sia basso (bacino, gambe) cui si oppongono le parate di prima o di seconda. Tagli, controtagli, fendenti e montanti possono essere eseguiti, conferendo velocità e spettacolarità al combattimento, con dei mulinelli, che consistono nel far girare il bastone con un rapido movimento del polso, del braccio o di entrambe le braccia.

Parata di Prima. Fonte: https://mmawhisper.com/martial-art-stick-fighting/




Parata di Seconda. Fonte: https://mmawhisper.com/martial-art-stick-fighting/



Parata di quinta. Fonte: https://mmawhisperer.com/martial-arts/irish-stick-fighting/


[1] Vedi: Lang, H.G. The Walking Method of Self-Defence by an Officer of the Indian Police London: Athletic Publications, LTD 1923; https://www.nycsteampunk.com/bartitsu/manuals/TheWalkingStickMethodOfSelfDefence1923.pdf

Torna alla Home



Commenti